


La triade è una formazione tipica del cortocircuito di potere all’italiana. L’estate scorsa furono addirittura due: sul fronte finanziario Ricucci, Gnutti e Fiorani, sul fronte calcistico Giraudo, Moggi e Bettega. Quest’anno l’oscar di popolarità spetta sicuramente tutto alla triade diessina D’Alema-Fassino-Latorre. Al centro del chiacchiericcio pagano per il loro presunto coinvolgimento nella scalata di Unipol a BNL, da un lato cercano di autoassolversi, dall’altro incassano la solidarietà dei compagni e quella dei meno-compagni. Tuttavia, nonostante i secchielli di sabbia, i no-comment, i non-luogo-a-procedere, gli urli al CSM, si palesa un fatto ormai inequivocabile. L’inequivocabile monopolio trasversale, post Mani Pulite, della segreteria DS. Un monopolio trasversale che si spalma dalle banche alle candidature del PD, dalla Telecom alla privatizzazione Alitalia, e incredibilmente, sulle candidature, essendo i primi sponsor di quel sistema a liste bloccate, che senza il continuo pungolo del referendum, pare continui a piacere al neo-partito del “vorrei ma non posso“.
Mario Riccio è stato prosciolto, quindi, è un uomo libero.
Lo era anche Piergiorgio Welby, che tuttavia ne è venuto a conoscenza con notevole ritardo.
Sulla decisione:
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L’articolo di Repubblica.it
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